Quindici cose sul tono di voce

Quindici cose sul tono di voce

Il modo in cui scrivete deve avere una voce che rispecchia la personalità della vostra azienda e della vostra attività.
La parola scritta, infatti, ha un “tono”, proprio come quella parlata.
La differenza è che, nel caso di quella scritta, è il lettore che attribuisce alle parole una sfumatura di suono. Quando scriviamo, pensiamo allora a chi ci legge e a come interpreterà il tono con cui ci rivolgiamo a lui. Se le parole dette hanno il suono della voce di chi le pronuncia, quelle scritte lo acquistano sulla base di chi legge.

Non c’è meno eloquenza nel tono della voce, negli occhi e nell’atteggiamento che nella scelta delle parole.
(François de La Rochefoucauld)

Tono di voce: a cosa serve

Provate a leggere i vostri testi aziendali ad alta voce: se non vi rispecchiano, vi sembrerà quasi di sentire qualcun altro che sta parlando. Leggete quelli del vostro sito web, delle newsletter, della pagina Facebook: riconoscete la personalità della vostra azienda? Riuscite a trasmettere davvero quello che volete dire e nel modo in cui vorreste, oppure incespicate, siete poco chiari, siete verbosi, vi perdete in frasi lunghissime e incomprensibili?

Dobbiamo imparare a curare il tono di voce anche dei nostri testi, perché anche questi dicono molto di noi e della nostra azienda, e possono suscitare reazioni positive e negative anche solo per la scelta di una parola.
Trovare il tono di voce giusto per voi è un impegno strategico per migliorare la comunicazione e avvicinarvi ai clienti.

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Il tono di voce: cos’è

Il tono di voce è l’insieme di tutte le scelte stilistiche, semantiche e linguistiche che facciamo nei nostri testi. Quindi, scrivere con un tono di voce preciso significa scegliere con cura le parole e la sintassi, organizzare in maniera coerente le informazioni, sfruttare lo spazio, formattare il testo.

Da quello che scriviamo deve emergere una personalità, un carattere: è come se leggendo i nostri testi i lettori si immaginassero una persona precisa, vestita in un certo modo, che parla con un’intonazione particolare, ha gusti e opinioni. L’azienda che parla può diventare un leader carismatico, una mamma amorevole, un adolescente molto timido.

Grazie al tono di voce nei testi potete comunicare professionalità, ironia, vicinanza, oppure diventare freddi e distanti. E queste sfumature possono influenzare molto il rapporto con i vostri clienti. Un tono di voce sbagliato può portare a un posizionamento sbagliato, che porta a un target sbagliato, a colpire persone che non sono interessate alla vostra azienda e a cui voi non siete interessati!

E allora come si fa a trovare il giusto tono di voce per la vostra azienda?

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Cinque regole per partire prima di stendere un tono di voce

Trovare un tono di voce per un’azienda non è un lavoro che si conclude in una giornata, ma è il risultato dell’analisi di quello che fate, di quello che avete intorno e di quello che vorreste diventare.
Per iniziare il viaggio alla ricerca del vostro tono di voce, vi diamo cinque suggerimenti che valgono sempre quando vi rivolgete a un pubblico su qualsiasi canale di comunicazione.

  1. Scrivete testi chiari, comprensibili e semplici. Questo non vuol dire che dovete essere semplicistici, o sminuire il vostro lavoro, ma trovare il modo di avvicinarvi al lettore anche con le vostre parole;
  2. Traducete e disambiguate: se il vostro è un settore tecnico, dovete aprire le parole più difficili e tirarne fuori il significato più profondo. Disambiguare significa che, se una cosa può avere più di un significato, dovete essere chiari su quale sia quello giusto. Non date mai nulla per scontato;
  3. Un testo deve avere sempre un obiettivo, perché, quando scrivete, dovete pensare a chi vi legge, e non a voi stessi. Siete utili al vostro lettore con quello che scrivete oppure state solo facendo sfoggio di parole altisonanti per darvi delle arie?;
  4. Dialogate con i vostri clienti in un rapporto di scambio reciproco. La comunicazione oggi è sempre a due direzioni, quindi non chiudetevi e siate sempre aperti a ricevere una risposta dai vostri lettori;
  5. Tenete d’occhio tutto quello che scrivete per la vostra azienda: dai micro testi nascosti nel vostro sito web a quelli per comunicare nell’intranet aziendale, dalla brochure di presentazione all’email di ringraziamento per l’iscrizione alla vostra newsletter.

Cinque domande per trovare il tono di voce per la vostra azienda

Siamo partiti da cinque regole di base che valgono per qualsiasi testo scritto, ma ora entriamo nel vivo: come fate a capire come stendere il vostro tono di voce?
Ecco le cinque domande da cui partire:

  1. Imparate prima a capire chi siete voi, qual è la storia della vostra azienda, dove vi muovete, qual è il vostro mercato di riferimento: in una parola, qual è la vostra identità?;
  2. Stilate una lista dei concorrenti. Come volete essere percepiti rispetto a loro? C’è qualcosa che vi piace o, al contrario, proprio non vi piace di quello che avete intorno e della loro comunicazione?;
  3. Imparate a conoscere il vostro pubblico, i suoi interessi, i modi in cui viene a contatto con voi e le reazioni che ha quando viene a contatto con voi. Chi è il vostro target?;
  4. Analizzate i vostri testi, tutti quanti. Come vi suonano? Sono troppo ingessati o, al contrario, troppo colloquiali?;
  5. A questo punto, mettete insieme tutto: i valori, il modo in cui vorreste essere percepiti, a chi volete parlare, come volete differenziarvi dagli altri e come vorreste parlare attraverso i vostri testi. Come dovrà essere il vostro tono di voce?

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Le cinque caratteristiche di un buon tono di voce

Il percorso per trovare una voce per la vostra azienda è appena iniziato, ma possiamo già dirvi quali sono, secondo noi, le caratteristiche di un buon tono di voce.

  1. Rispecchia il brand e i valori aziendali;
  2. Umanizza il brand e lo avvicina alle persone;
  3. Crea e mantiene un buon rapporto con i clienti, i fornitori e i collaboratori;
  4. Rende il brand distinguibile e unico rispetto alla concorrenza;
  5. È coerente su tutti i canali di comunicazione ma è anche flessibile, cioè si adatta al luogo in cui scriviamo: un post su Facebook sarà diverso da una brochure aziendale, ma chi li legge entrambi vi riconoscerà comunque.

Per approfondire l’importanza della parola scritta:
Smascheriamo i miti del marketing: chi è il copywriter.

Se grazie a questo articolo avete capito che i vostri testi non vi rispecchiano più, ma avete bisogno di un aiuto per rimetterci mano, chiedeteci una consulenza, e daremo insieme un tono alla vostra comunicazione.

Organizzarsi bene per lavorare meglio

Organizzarsi bene per lavorare meglio

Organizzare la tua attività lavorativa non significa solo raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato, ma anche perdere meno tempo possibile e a lasciare spazio alla spontaneità e agli imprevisti, essere più felice con te stesso, e meno stressato!

Cambia abitudini

Se senti il bisogno di riorganizzarti, vuol dire che hai la necessità di attuare un cambiamento nella tua vita. E queste due cose hanno un minimo denominatore comune: cambiare abitudini. Sembra facile a dirsi, ma può diventare un ostacolo insormontabile, se pensi di dover fare tutto e subito. Invece, cambiare abitudini è una pratica quotidiana, da allenare giorno per giorno.
La cosa fondamentale è darti degli obiettivi piccoli, da raggiungere in tempi brevi, intervallarli con piccole gratificazioni per ogni risultato raggiunto.

“Se oggi vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri, allora oggi è stato sprecato.” Bill Gates

È importante che trovi un metodo di organizzazione che vada bene per te. Non serve a nulla organizzare la giornata come un armadio in cui sistemi i vestiti secondo un ordine militare e poi non riesci più a trovarli perché ti sei già dimenticato le categorie in cui li avevi divisi: ti crei ancora più stress.

Ecco un esempio: le Feste sono appena finite, ci siamo abbuffati più del dovuto e molti di noi ora sentono la necessità di rimettersi in forma. Potresti essere tentato dal prendere la cosa di petto e importi subito di andare in palestra cinque giorni a settimana, metterti a dieta ferrea e declinare qualsiasi invito dagli amici per un aperitivo o una cena. Lo sai già, vero, che dopo un mese mollerai?

Facendo un passo alla volta, invece, puoi percorrere grandi distanze. Nella situazione che ti abbiamo appena descritto, potresti iniziare andando in palestra due volte alla settimana, alternarla a lunghe passeggiate durante il weekend, concederti una pizza alla settimana: ecco il modo migliore per ricominciare a prenderti cura di te.
E così, come per la dieta, anche l’organizzazione è fatta di piccoli passi. Vediamone insieme qualcuno.

organizzare spazio

Organizza il tuo spazio

Che tu abbia un ufficio in cui lavori da solo, o lo condivida con il tuo socio, che la tua scrivania sia in un open space, o, ancora, che tu sia un imprenditore freelance e lavori da casa, l’organizzazione deve essere prima di tutto fisica.

Cosa devi tenere presente quando organizzi (o riorganizzi) lo spazio in cui lavori?

  • usa una sedia comoda ed ergonomica oppure un pallone da pilates;
  • scegli cinque oggetti fondamentali da tenere sempre a portata di mano sulla tua scrivania, e allontana gli altri sulla base della frequenza con cui li usi. Ad esempio, sposta la stampante in un’altra stanza: è anche una buona scusa per alzarti e sgranchirti le gambe;
  • se il tuo ufficio te lo permette, posiziona la scrivania di fronte alla finestra, per sfruttare al massimo la luce naturale, oppure di lato, seguendo questo trucco: fai arrivare la luce da sinistra, se sei destro, e da destra, se sei mancino. In questo modo eviti di creare ombre sul tuo piano di lavoro;
  • libera i cassetti: il decluttering non è solo una moda, ma aiuta ad avere uno spazio pulito in cui concentrarti, sgomberare la mente e fare spazio al nuovo. Quindi, butta via tutto quello che non usi mai, vecchi documenti accumulati da anni, matite arrivate alla fine, penne che non funzionano più.

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Sistema l’archivio

Che sia digitale o fisico, che lo utilizzi solo tu oppure si tratti di un archivio condiviso, è importante che il tuo archivio sia organizzato in modo da non farti perdere tempo nel cercare i file che ti servono, e che sia semplice inserire un documento nuovo. Hai presente quando devi cercare qualcosa sul desktop del computer del collega in malattia e ci metti un’ora a capire dove ha salvato quel file che ti serve con urgenza?
Il metodo più efficace per archiviare i documenti è molto soggettivo, ma possiamo aiutarti con alcune regole base che ti tornano utili soprattutto nel caso di archivi condivisi. Eccole:

  • archivia dal generale al particolare;
  • scegli per le cartelle nomi facili da ricordare;
  • segui la cronologia anno/mese/giorno;
  • scrivi il nome della versione del documento (prima, seconda, eccetera);
  • tieni le versioni precedenti in una cartella a parte finché ti servono davvero, e cerca di eliminarle il prima possibile;
  • scrivi le regole generali per usare l’archivio, condividile con chi lo userà, e chiedi che siano rispettate da tutti;
  • verifica e revisiona in maniera costante e accurata;
  • fai periodicamente un backup.

Questi consigli valgono sia per un archivio digitale che per uno fisico.

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Gestisci il flusso di lavoro

Il flusso di lavoro è una combinazione di elementi e azioni che ti aiuta a svolgere la tua attività lavorativa bene e con soddisfazione, a coordinarti con i tuoi collaboratori e a non arrivare a fine giornata con la sensazione di non aver combinato nulla.
Ti ricordi quello che dicevamo all’inizio, parlando di dieta e imposizioni impossibili? Ecco come devi ragionare: non importi ritmi estenuanti che non fanno per te.

Il piano della tua giornata deve essere coerente con te, si deve adattare alle tue abitudini, al tuo ambiente, a come interagisci con i tuoi collaboratori e clienti.
Devi prima di tutto ascoltarti e imparare a conoscerti: se sei più produttivo al mattino presto, non lasciare a fine giornata il lavoro più impegnativo. Se a mezzogiorno inizi ad avere un calo di energie e non riesci più a concentrarti, non importi di lavorare fino all’una, ma anticipa la pausa pranzo.
Osservati per qualche giorno, annota in un’agenda come vivi la tua giornata lavorativa, quando sei più lucido e quando il cervello inizia ad andare nel pallone. Se noti delle dinamiche ricorrenti, puoi organizzare la tua giornata sulla base di quelle.

Per quanto riguarda gli strumenti per pianificare la tua attività lavorativa, ti rimandiamo a qualche articolo di approfondimento che abbiamo scritto nel blog:
Il piano strategico annuale;
La mappa mentale;
Il calendario editoriale;
Il piano marketing.

Qui ti diamo un altro piccolo suggerimento che ci arriva direttamente dal Giappone: il metodo Kanban.
Kanban è una parola che significa “cartellino”, e fa riferimento a un metodo inventato dal fondatore di Toyota e ti permette di regolare le attività in entrata e quelle in uscita.
Consiste, in breve, nel creare una lavagna a tre colonne in cui inserire le tue attività e nominarle “da fare”, “in corso” e “fatto”.
In queste colonne inserirai tutte le attività che tu e il tuo team state seguendo. Il flusso di lavoro che si crea sarà costante: la prima colonna ti dice la dimensione delle cose da fare. La seconda, come stai procedendo. La terza ti gratifica con le attività portate a termine: non dimenticarti di riempire questa colonna, anche se di primo acchito ti sembra inutile. Vedrai che sarà una spinta in più per fare le cose meglio e più velocemente.

Questi sono alcuni consigli di partenza per organizzare la tua attività lavorativa dal punto di vista fisico e da quello mentale. Se vuoi imparare a seguire un metodo preciso ed essere affiancato in questo percorso, puoi chiedere a noi di Imprenditori che cambiano. Prenota una consulenza.

Programmare la comunicazione di un periodo di pausa

Programmare la comunicazione di un periodo di pausa

Ormai Natale è alle porte: che tu ti fermi solo per qualche giorno, o che la tua azienda sia chiusa fino all’Epifania, questo è un buon momento per capire come pianificare la comunicazione del tuo brand anche quando non ci sei.

Sì, perché secondo noi, anche se ti prendi un periodo di pausa dal lavoro, non deve andare in stand-by anche il tuo marketing aziendale.

Il riposo a voi non sia letargo, ma preparamento di nuove forze e pensieri.
Niccolò Tommaseo

I tuoi canali di comunicazione, il sito, i social network, la newsletter parlano anche quando non ci sei, e, se li lasci in silenzio, dai l’impressione che ci sia qualcosa che non va.
Cosa fare allora, per evitare che si crei un vuoto e che questo possa creare malumori, o addirittura dare l’impressione di essere un’azienda poco affidabile?
TI diamo qualche dritta sulla base di quello che facciamo noi di solito.

 

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Se ti prendi una pausa, comunicalo

La prima cosa da fare prima di andare in pausa è avvisare.
Comunicalo prima di tutto a chi è già tuo cliente o chi ti segue sui canali social, segnalando il periodo in cui non ci sarai con un post su Facebook o su Instagram, e con una newsletter dedicata.

Per chi, invece, non ti segue, ma potrà trovarti quando non ci sei, attraverso il passaparola o le ricerche online, avvisa cambiando anche i testi del tuo sito web, ad esempio la pagina dei contatti. Aggiungi una nota nella bio dei tuoi profili social.

Puoi anche decidere di mettere in pausa solo un canale, quello che non riuscirai a portare avanti nel periodo di pausa (ad esempio il blog), e mantenere vivi quelli che segui con più costanza, ad esempio il profilo Instagram. Se vuoi mettere in pausa la newsletter comunicalo con l’ultimo invio prima della pausa, specificando il periodo in cui non sarà più attiva.

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Programma in anticipo i contenuti

Per quanto riguarda il tuo piano di marketing, se hai programmato la pausa con molto anticipo puoi decidere di preparare i contenuti del primo periodo in cui sarai via.

Il nostro consiglio è quello di programmare contenuti di intrattenimento, che tengano vivi i tuoi canali ma comunichino con un tono più leggero il fatto che sei in pausa.
Puoi “riciclare” contenuti vecchi e dare loro un’altra forma. Ad esempio, creare un best of dei post del tuo blog e inviarlo con una newsletter, oppure, creare un podcast con gli articoli più letti. O, ancora, creare un pdf con i contenuti migliori raccolti dei tuoi canali e regalarlo agli iscritti alla newsletter.
In questo periodo, ad esempio, puoi mandare la newsletter con gli auguri di Natale con in allegato un piccolo e-book con le riflessioni dell’anno appena trascorso. Poi, comunicalo sui social network, per raccogliere altri iscritti.

Se avvisi e programmi i contenuti in anticipo, scongiuri due problemi:

  • non crei malumore nei tuoi clienti;
  • non fai il vuoto attorno alla comunicazione della tua azienda, che poi sarà difficile da recuperare.

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E se il periodo di pausa è lungo?

Potresti prenderti una pausa perché vuoi fare un Master di aggiornamento, oppure hai ricevuto un’offerta per un progetto che durerà un anno, ma che ti obbliga a mettere in pausa tutto il resto.
Questi sono alcuni dei casi in cui, se sei un imprenditore da solo o se sei un libero professionista, arriva il momento di farti aiutare da un assistente.

L’assistente ti serve in periodi cruciali come quelli in cui partono progetti nuovi, e deve compilare dei preventivi. Ma avrai bisogno di lui anche per le fatture, rispondere alle e-mail, alle richieste dei social network, alle telefonate, e per fissare gli appuntamenti per quando tornerai.

Cosa devi lasciargli a disposizione prima di andare in pausa?

  • un indirizzo e-mail con il tuo dominio, ma che possa usare a titolo personale;
  • una bozza di preventivo e un listino prezzi a cui si può rifare per le quotazioni standard;
  • un calendario condiviso con te in cui potrà segnare gli appuntamenti sulla base dei tuoi impegni;
  • username e password dei tuoi canali social e della tua newsletter nel caso in cui ci sia qualche problema, qualcosa da pubblicare all’ultimo minuto o qualche risposta da dare quando tu non ci sei.

Se il periodo in cui sarai via è molto lungo, non ti sforzare di programmare contenuti per tutto il tempo in cui sarai via. Un imprevisto, una novità del tuo settore, l’uscita di un prodotto che rimandavi da tempo, il lancio di un nuovo servizio: possono succedere tante cose e tu devi avere margine per comunicarlo. Il nostro consiglio è di programmare almeno il primo periodo (ad esempio, il primo mese) e poi lavorare man mano.

L’ultima domanda a cui vogliamo risponderti con questo articolo è: devi spiegare ai tuoi clienti perché vai in pausa?
Se si tratta di un breve periodo di ferie nei periodi “canonici”, come l’estate o sotto le feste di Natale, è quasi sottinteso il motivo per cui non ci sarai.
Se il periodo è più lungo e si tratta di motivi legati al lavoro, ad esempio un corso di aggiornamento, la pausa acquista un valore anche per i tuoi clienti, quindi comunicalo senza problemi. La cosa importante è non lasciare un vuoto che le persone che ti seguono potrebbero interpretare male.

E se vuoi qualche consiglio su come essere più produttivo anche nei periodi di pausa, leggi l’ultimo post di Michela sul suo profilo LinkedIn.

Se ti rivolgi a noi, possiamo aiutarti a pianificare non solo la strategia marketing da attuare quando sei al lavoro, ma anche quella dei periodi in cui non ci sei. Scrivici per una consulenza.

Come fare pianificazione strategica per il prossimo anno

Come fare pianificazione strategica per il prossimo anno

L’anno sta per finire e di sicuro anche tu hai dei buoni propositi per il prossimo, che siano per te e la tua vita privata, ma soprattutto per la tua azienda. La pianificazione dell’anno successivo è uno dei momenti più importanti e allo stesso tempo complessi da affrontare per un imprenditore o un libero professionista.

Se hai una piccola attività, forse ti capita di saltare questo passaggio di pianificazione strategica. Spesso, infatti, chi ha delle piccole aziende trascura l’importanza di una pianificazione a lungo temine, e spesso si affida al caso e alla fortuna, inseguendo solo le urgenze dell’ultimo minuto e sprecando così energie, investimenti e tempo.

Oggi ti vogliamo raccontare come, anche se hai un piccolo business, devi imparare a pianificare le tue attività di anno in anno.

Ricordo di aver detto al mio mentore, “Se avessi più soldi, avrei un progetto migliore”.
Egli mi rispose rapidamente, “Direi piuttosto che se tu avessi un progetto migliore, avresti più soldi”.
Vedi, non è l’importo che conta; è il progetto che conta.
(Jim Rohn)

Come fare pianificazione strategica

Perché fare una pianificazione strategica

All’inizio dell’anno la tua azienda si trova ai blocchi di partenza, e tu sai che vuoi farla arrivare al traguardo con un buon risultato.
La pianificazione strategica serve a farti fare questo percorso nel modo più efficace ed efficiente possibile.

Ti facciamo un paio di esempi per farti capire meglio di cosa stiamo parlando: poniamo il caso che tu abbia un hotel. Quest’anno hai avuto cento ospiti e vuoi arrivare alla fine del 2020 con 200 prenotazioni. Quali sono le azioni che devi intraprendere per raddoppiare il numero di persone che soggiorneranno da te?

Oppure hai un bed&breakfast e hai investito nella sua ristrutturazione, aprendo anche una zona spa. Come fare per comunicare questa novità e trovare il giusto target che è interessato anche a questo servizio?

Fare un piano strategico aziendale ti aiuta a:
stabilire le priorità su cui ti dovrai concentrare il prossimo anno;
– focalizzare le risorse e le energie;
– assicurarti che i tuoi dipendenti e collaboratori lavorino insieme per raggiungere gli obiettivi aziendali.

In poche parole, a darti una direzione precisa.

Ma come si imposta un piano strategico? Te lo spieghiamo qui sotto.

perché fare pianificazione strategica

Come impostare un piano d’azione per l’anno prossimo

Per impostare correttamente la tua strategia, devi avere chiari gli obiettivi che ti prefiggi per l’anno prossimo. Sono sia obiettivi a lungo termine, ma anche obiettivi di medio termine. In parallelo ai tuoi obiettivi aziendali, devi pensare anche ai tuoi obiettivi di marketing.

Come si imposta un piano marketing

Gli obiettivi che fisserai devono seguire l’acronimo SMART (sintetici, misurabili, attuali, realizzabili, temporali), che significa che ogni obiettivo deve essere preciso, con un tempo definito, realizzabile ed attuabile con le risorse che hai a disposizione. Sulla base di questo, allocherai tempo e risorse per il loro raggiungimento.

Un’altra cosa importante è che questi obiettivi devono essere chiari a tutti quelli che lavorano con te, per raggiungerli in sinergia con tutti i reparti dell’azienda: l’allineamento di dipendenti e collaboratori ti permette di massimizzare le risorse ed evitare sprechi e perdite di tempo.

Altrettanto importante è, nell’analisi preliminare, conoscere i propri competitor e com’è il mercato di riferimento, e come il mercato e i suoi movimenti potrebbero influenzare la tua attività nei mesi a venire.

Ma la pianificazione strategica non è fatta solo di analisi preliminare, bensì di diverse fasi che arrivano fino all’analisi dei risultati. Te le elenchiamo qui.

Le fasi della pianificazione strategica

Le fasi della pianificazione strategica

  1. Fase di analisi
    Questa è la fase in cui prendi atto della tua condizione di partenza, e di quali sono i fattori interni ed esterni alla tua azienda che influenzano lo stato attuale delle cose.
    Devi mettere nero su bianco qual è la proposta di valore del tuo brand rispetto alla concorrenza, ma anche qual è il tuo target e il suo comportamento d’acquisto (quali sono i punti di contatto tra te e i tuoi clienti? Dove ti trovano? Dove acquistano il tuo prodotto?).

Ti puoi servire di diversi strumenti di analisi della tua realtà aziendale, come ad esempio l’analisi SWOT, in cui valuti i punti di forza (Strengths), le debolezze (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) della tua impresa .

  1. Fase strategica
    Questa è la fase in cui stendi le linee guida della tua strategia sulla base dell’analisi preliminare che hai fatto della tua realtà. È qui che inizi a parlare dei valori che persegui, che sono alla base della tua filosofia aziendale e che dovrebbero guidare tutte le tue azioni. A questo punto identifica anche quali sono le priorità strategiche.
    È in questa fase che devi definire i tuoi obiettivi di lungo termine e le metriche che userai per valutare l’efficacia delle tue azioni.
  2. Fase operativa
    In questa fase della pianificazione devi prendere il documento di strategia e capire come attuarlo in concreto. Alcune domande che ti devi fare nella fase operativa:
    – Quante risorse di tempo e budget puoi allocare per raggiungere i tuoi obiettivi?
    – Chi saranno le persone coinvolte?
    – Come puoi rendere misurabile un obiettivo?
  3. Fase di valutazione
    Questa è una fase delicata ma spesso trascurata, ed è quella del monitoraggio dei risultati. È importante perché ti permette di valutare se gli obiettivi che ti eri dato erano corretti e attuabili con le risorse che avevi a disposizione, se hai raggiunto quello che ti aspettavi oppure devi ritarare le azioni per l’anno successivo, se c’è qualcosa da migliorare o da eliminare.

Hai bisogno di un consulente che ti aiuti a programmare le azioni strategiche per il prossimo anno?
Scrivi a Imprenditori che cambiano, e capiremo insieme come pianificare il tuo 2020.

TIPS Social: Ha ancora senso usare i social network?

TIPS Social: Ha ancora senso usare i social network?

Quando i social network sono diventati fondamentali nella vita di persone e aziende, chi si occupa di strategie di marketing ha pensato di aver trovato il Sacro Graal: piattaforme gratuite in cui potevano raggiungere con poco sforzo il target giusto.

Questa situazione è piano piano cambiata, e ora anche i social network sono diventati delle vere e proprie piattaforme di advertising, in cui è necessario investire per avere dei risultati.
La portata organica dei post ha subito un drastico calo, i cambi di algoritmo confondono anche i più preparati, la paura che le persone migrino da una piattaforma all’altra serpeggia negli uffici di comunicazione.

Ma quindi, ha ancora senso per un’azienda usare i social network?

La risposta breve è sì, i social network sono ancora uno strumento utile per il tuo marketing.
Ma se vuoi la risposta lunga, leggi qui sotto i nostri suggerimenti.

Le formiche hanno detto: mettiamoci insieme e riusciremo a trasportare un elefante.
(Proverbio africano)

Social network

I social network sono un mezzo, non un fine

La prima cosa che devi ricordarti è che i social network sono degli strumenti per raggiungere i tuoi obiettivi.
Se sono usati bene, funzionano, ad esempio se sei professionista o hai un brand che si deve far conoscere. È dentro a queste piattaforme che puoi costruire la tua notorietà e credibilità, e invitare gli utenti, una volta fidelizzati, ad accedere ai canali proprietari, come la newsletter o il sito web. Il punto, quindi, non è se usarli, ma come.

Smascheriamo i miti del marketing: prima la strategia, poi gli strumenti

Gli strumenti che hai a disposizione online sono moltissimi (newsletter, blog, podcast, Facebook, Instagram, Youtube, LinkedIn), è una costellazione in cui tutti i puntini devono essere uniti per creare un’unica immagine coerente della tua azienda.

Ma questa immagine non deve restare zoppa se un punto viene a mancare. Devi infatti strutturare la tua strategia considerando che questi strumenti, un giorno, potranno sparire, ma tu dovrai essere attrezzato per raggiungere lo stesso i tuoi obiettivi. Devi essere sicuro della forza del tuo brand, che resterà in piedi anche se un giorno decidessi di chiudere la pagina Facebook della tua azienda, o se dovessi migrare in una piattaforma nuova.
Senza dimenticare gli strumenti offline, che devono essere pensati per lavorare in sinergia con gli altri per costruire una strategia di marketing completa.

Il nostro consiglio, quindi, non è di abbandonare i social network, ma di non affidarsi del tutto a una pagina Facebook o a un profilo Instagram per la tua comunicazione, e di integrarli in una strategia più ampia, in cui prima di tutto devi prenderti cura dei tuoi canali proprietari.

Un sito web che funziona, un database di utenti profilati, un servizio di customer care efficiente, una piattaforma per l’e-mail marketing sono alcuni degli strumenti che non devono mai mancare nella tua strategia di comunicazione web, e che sono la spina dorsale che ti sorreggerà.

Social network

Quale social network?

Ora che abbiamo capito che sì, ha ancora senso usare i social network, è il momento di capire quali.
L’analisi del tuo target è fondamentale per capire se ha ancora senso per la tua azienda restare sui social network.
Dove sono i tuoi clienti? A cosa sono interessati? Puoi instaurare lì un dialogo profittevole con loro? Puoi offrire un servizio in più tramite questo canale?

Il 2018 è stato l’annus horribilis di Facebook: lo scandalo Cambridge Analytica e il calo sensibile degli iscritti lo ha fatto vacillare. Nonostante questo, è ancora il social network in cui sono iscritti più utenti e offre ancora delle possibilità per le aziende.
Uno strumento molto utile è quello dei Gruppi, che si ricollegano a una Pagina e dove gli utenti possono conversare (e le aziende condividere i loro contenuti) senza problemi di reach organica (l’algoritmo, nei Gruppi, non funziona).
È una sorta di forum 2.0, quindi per usarlo bene devi avere in mente un argomento specifico e interessante di cui i tuoi utenti possono aver voglia di chiacchierare (per poi, di conseguenza, avere voglia di iscriversi alla tua newsletter, o comprare dal tuo e-commerce…).

Per Instagram, invece, è un momento d’oro. In molti si sono spostati da Facebook a qui, e ora è più facile entrare in contatto con persone potenzialmente interessate a te. Ma ricordati: qui ormai è finita l’epoca del patinato, di Photoshop, del fasullo: gli utenti sono sempre più alla ricerca dell’autenticità.

LinkedIn è il social network per i professionisti, e ha senso usarlo se la tua azienda si rivolge al settore B2B, se sei un freelance e devi farti conoscere, se vendi ad altre aziende, se vendi servizi.
Qui puoi scrivere articoli come se avessi un blog, condividere post e creare e partecipare a Gruppi (per cui devi seguire la stessa logica che ti abbiamo suggerito per quelli di Facebook), oppure condividere presentazioni attraverso la piattaforma Slideshare.

Dopo questa breve carrellata sui social network e sul loro utilizzo, ti diamo l’ultimo consiglio: prima di aprire un canale, devi essere certo di avere il tempo di seguirlo e di popolarlo. Non fare promesse al tuo pubblico che non puoi mantenere, altrimenti rischi di sprecare risorse e tempo e di non raggiungere i tuoi obiettivi.

Vuoi studiare una strategia social e non sai da dove partire? Scrivici, e ti aiuteremo a iniziare questo percorso.