Smascheriamo i miti del marketing: chi è il copywriter

Smascheriamo i miti del marketing: chi è il copywriter

Smascheriamo i miti del marketing è la rubrica di Imprenditori che cambiano con cui vogliamo fare chiarezza su termini, ruoli e professionalità della comunicazione e del marketing.
Noi stesse, quando abbiamo fondato la nostra azienda, ci siamo trovate di fronte a una miriade di opzioni per gestire la comunicazione del nostro nuovo marchio, abbiamo fatto confusione, e
abbiamo anche preso delle fregature.

Accumulata un po’ di esperienza, abbiamo capito come non cadere nei tranelli di chi si presenta in un modo e poi fa tutt’altro, e con questa rubrica vogliamo aiutarti a orientarti nella scelta dei collaboratori.
Nell’ultimo articolo ti abbiamo spiegato quant’è importante farsi seguire dalle persone giuste quando devi costruire o rinnovare il sito internet della tua azienda.

Tra queste figure, un professionista che ha un importante ruolo strategico è il copywriter, per molti ancora uno sconosciuto, spesso sottovalutato.

Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.
(Ennio Flaiano)

Chi è il copywriter

copywriter

 

 

Il copywriter è quella figura che, sia nelle agenzie che come freelance, si occupa di buona scrittura.
Però questo non deve trarti in inganno: se, infatti, un copywriter deve saper scrivere bene, non tutti quelli che sanno scrivere bene possono definirsi copywriter 😉
E qui cerchiamo di spiegarti perché il nipote che ha studiato Letteratura non è la persona più adatta a occuparsi dei testi del tuo sito (o della tua brochure, o della tua campagna pubblicitaria).

Il copywriter scrive testi che convertono, ovvero che rispondono a un obiettivo aziendale e di marketing.
Quindi, sì, il primo gradino è saper scrivere perfettamente in italiano, ma lo step successivo è saper usare le tecniche di scrittura efficace per raccontare il brand e comunicare il messaggio giusto alle persone giuste.

Il copywriter deve conoscere la scrittura persuasiva, che serve ad attirare il target di riferimento dell’azienda, a comunicare il valore del prodotto o servizio di cui sta parlando e a convincere a compiere un’azione.
L’obiettivo può essere di tipo economico (convincere all’acquisto), ma non solo. Può essere anche l’iscrizione a una newsletter, la partecipazione a un evento, un “mi piace” sui social network. E i testi di un bravo copy devono convertire, cioè fare in modo che più persone possibile compiano quella determinata azione.

 

Differenze tra copywriter

online copywriter

 

Il copywriter classico, quello d’agenzia, è colui che si occupa delle campagne pubblicitarie in coppia con un Art Director.
Ti avevamo già parlato di lui nel primo articolo sui miti del marketing, dove ti abbiamo spiegato la differenza tra agenzia pubblicitaria e di marketing.

Da quando per le aziende è diventato sempre più importante comunicare sul web, il copywriter ha assunto altre sfaccettature, e non si occupa più soltanto di advertising classico.

Una distinzione importante da fare, allora, è tra il copywriter pubblicitario e l’online copywriter.
Se il copy classico si occupa di sviluppare idee creative, scrivere spot radiofonici, scrivere naming di prodotto, l’online copywriter, invece, struttura newsletter, scrive post per i blog, mette in piedi piani editoriali per i social network e redige testi per i siti web. Se si è specializzato in un aspetto specifico del copywriting online, può assumere la veste di blogger, social media manager, web writer

 

Il potere delle emozioni

storytelling

 

Ma c’è qualcosa in più: oltre a conoscere le tecniche di scrittura persuasiva e del buon italiano, il copywriter deve saper raccontare emozioni.
Pensaci: quante volte hai scelto il prodotto di un’azienda invece che quello della concorrenza “solo” perché ti sentivi più vicino al suo mondo, alle suggestioni che ti comunicavano i suoi testi, al tono di voce, alle parole che usava?
In un mercato in cui i prodotti si assomigliano sempre di più, la differenza la fa il modo in cui il brand si racconta.
E qui entra in gioco il bravo copywriter: una storia emozionante, che umanizza l’azienda o il brand, avvicina i suoi consumatori e utenti, perché li fa sentire parte di un mondo di valori condivisi.

Se pensi che i testi della tua azienda abbiano bisogno di una revisione, e se dopo aver letto questo articolo hai capito di aver bisogno di un copywriter, puoi contattare noi di Imprenditori che cambiano. Abbiamo una rete di professionisti che può seguirti in ogni progetto.

>Scrivici

Il tuo sito deve parlare di te

Il tuo sito deve parlare di te

Nelle nostre consulenze ci è capitato spesso di visionare siti web che non rispecchiavano per nulla l’azienda del nostro cliente. In alcuni casi, era come vedere l’ombra di un passato che non esiste più; in altri, sembravano proprio due realtà diverse.

Il tuo sito deve essere coerente con il tuo messaggio, la tua offerta e il tuo posizionamento. Altrimenti, non serve a nulla essere online, né tantomeno investire in advertising per portare contatti alla tua piattaforma.

Si deve essere qualcosa, per essere capaci di fare qualcosa.
Johann Wolfgang von Goethe

Un problema comune a numerose aziende è che la loro vetrina web non è aggiornata, magari anche da anni.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando fai questo test: dai un occhio agli Analytics del tuo sito e alle pagine più cliccate.
Se gli utenti atterrano su vecchi articoli del blog che parlano di un servizio che non eroghi da tanto tempo, o sulla scheda di un prodotto che non vendi più, potrebbero essere confuse, di certo deluse, e non vorranno acquistare i tuoi prodotti o servizi.

Ti rispecchi in queste descrizioni? Allora oggi ti aiutiamo a ragionare su come fare in modo che il tuo sito parli davvero di te.

Prenditi cura dei tuoi contenuti

I contenuti del tuo sito sono la cosa più importante che hai. Parlano di te e avvicinano (o, nel peggiore dei casi, allontanano) le persone che hanno bisogno del tuo prodotto o servizio.
Per questo, devi averne cura, e se ti rendi conto che non ti rispecchiano più, è il momento di prenderli in mano e selezionare cosa tenere e cosa buttare.

Il momento può arrivare quando devi affrontare un rebranding totale del tuo marchio, e quindi rifare tutta la tua identità, oppure devi solo revisionare i singoli contenuti.

Cos’è e come si costruisce una Brand identity

È il momento di metterti di fronte al tuo sito e, pagina per pagina, comportarti come al cambio dell’armadio: questo lo tengo così com’è, questo lo butto, questo magari lo porto dal sarto e lo faccio sistemare.

Due delle sezioni più importanti di un sito e, spesso, quelle più trascurate, sono l’About page e le Sales page. Cioè, la pagina “chi siamo” e quelle in cui presenti i tuoi prodotti. Vediamo insieme come migliorarle.

L’About page

Questa è quasi sempre la pagina più cliccata dopo l’homepage, e la prima a cui mettere mano quando fai la revisione dei contenuti.

L’About page serve a vendere te stesso, a far capire al tuo potenziale cliente che sei il professionista giusto per lui, a differenziarti dai tuoi concorrenti. E chi arriva nel tuo sito deve capire subito che si può fidare di te e acquistare i tuoi prodotti.

Partiamo da cosa non deve essere l’About page:
– il copia-incolla del tuo curriculum;
– una pagina piena di termini vuoti come “leader di settore”, talmente abusato che ormai ha perso di ogni significato. Se siamo tutti leader di settore, forse non lo è più nessuno?;
– un racconto della tua vita personale: prima devi dare le informazioni professionali, che sono la cosa che interessa ai tuoi clienti, e solo poi puoi aggiungere dei dettagli della tua vita privata, ma solo se sono coerenti con i tuoi obiettivi e il tuo target. Ad esempio, se sei una cake designer e nel tempo libero dipingi acquerelli, il tuo pubblico saprà che hai un’ottima mano e che le decorazioni delle tue torte saranno davvero belle.

Chi sei, cosa fai, per chi lo fai e quali sono i tuoi punti di forza: ecco le informazioni fondamentali che devi inserire nella tua About page.

Le sales page

 

Immaginiamo che tu abbia il prodotto più innovativo del mondo, ma non riesci a parlarne nel modo giusto, o alle persone giuste. Oppure, addirittura, non ne parli, perché nel tuo sito non hai previsto una sezione dedicata.

Come vendere il tuo prodotto a più persone

Cosa ci dev’essere, allora, in una sales page che ti aiuti a vendere?
Ecco, in sintesi, cosa non può mancare:

1. La descrizione dei bisogni del target a cui il tuo prodotto risponde;
2. La descrizione accurata del tuo prodotto;
3. I vantaggi del tuo prodotto, quella che in gergo si chiama la value proposition. Come fa il tuo prodotto o servizio a soddisfare il desiderio del tuo cliente, a colmare una lacuna, a risolvere un problema? Qual è quella caratteristica che i prodotti della concorrenza non hanno e per cui i clienti devono scegliere il tuo? Questa è la cosa più importante, quella intorno alla quale dovrà ruotare tutta la sales page;
4. Altre informazioni accessorie: c’è la possibilità di avere la spedizione gratuita? Con quali corrieri lavori? Il servizio è disponibile sempre o solo in alcuni momenti dell’anno? Altri clienti hanno già lasciato delle recensioni?

Chiara, breve e allineata al tuo tono di voce: ecco come dev’essere la sales page.
Non esagerare con termini difficili, non scriverla come se parlassi agli addetti ai lavori, ma pensa a chi atterra nel tuo sito e non sa nulla del tuo prodotto o servizio, non ti conosce, forse non sa nemmeno di avere quel bisogno specifico. Insomma, parla al più asino della classe 😉

Vuoi stendere una strategia per il tuo sito web affinché parli davvero di te e della tua azienda?
Contattaci, e ne parleremo insieme.

Smascheriamo i miti del marketing: prima la strategia, poi gli strumenti

Smascheriamo i miti del marketing: prima la strategia, poi gli strumenti

Smascheriamo i miti del marketing è la rubrica di Imprenditori che cambiano con cui vogliamo
fare chiarezza su termini, ruoli e professionalità della comunicazione e del marketing.
Noi stesse, quando abbiamo fondato la nostra azienda, ci siamo trovate di fronte a una miriade di
opzioni per gestire la comunicazione del nostro nuovo marchio, abbiamo fatto confusione, e
abbiamo anche preso delle fregature.

Accumulata un po’ di esperienza, abbiamo capito come non cadere nei tranelli di chi si presenta in
un modo e poi fa tutt’altro, e con questa rubrica vogliamo aiutare anche te a orientarti nella scelta
dei collaboratori.

Nel primo articolo ti abbiamo chiarito la differenza tra agenzia pubblicitaria e agenzia di
marketing . Oggi ti spieghiamo quant’è importante farsi seguire dalle persone giuste quando decidi
di costruire o rinnovare un sito internet.

Perché non puoi fare da solo il tuo sito web

In qualche momento della tua pianificazione strategica potrebbe averti tentato l’idea di creare il tuo
sito web da solo, in modo amatoriale. Ci sono decine di servizi online che ti propongono soluzioni
facili e all’apparenza efficaci, ma noi te lo sconsigliamo, soprattutto perché solo grazie a dei
professionisti il tuo sito web raggiunge degli importanti obiettivi di marketing:
– Rispecchia la tua azienda nel tono di voce e nell’identità visiva, si distingue dai concorrenti e
attira i clienti giusti;
– È indicizzato correttamente nei motori di ricerca per le parole chiave del tuo settore;
– È sviluppato in formato mobile-friendly (la maggior parte degli utenti ormai naviga da
smartphone);
– È strutturato attraverso dei percorsi di navigazione semplici, che aiutano l’utente a muoversi
velocemente nelle varie sezioni;
– Migliora la Customer experience .

Come scegliere il professionista giusto per il tuo sito web

Allora, ci chiederai: come faccio a scegliere il partner giusto che mi aiuti nella costruzione del mio
sito web?
Purtroppo ci sono ancora delle agenzie che propongono subito ai loro clienti un elenco infinito
di strumenti, senza studiare una strategia di marketing e di contenuti, o definire il target e il
messaggio, prima di scegliere i contenitori su cui veicolarlo.
Il consiglio fondamentale che vogliamo darti è: non ti fidare di chi, senza averti fatto prima delle
domande sulla tua azienda, i tuoi concorrenti e i tuoi clienti, ti elenca un numero infinito di
strumenti da acquistare.
Ricordati: gli strumenti sono solo l’ultimo passaggio. Prima scegli il cosa, poi il come.

Tu sei quello che fai, non quello che dici di fare. (Carl Gustav Jung)

Prima la strategia, poi gli strumenti

Ci sono tre momenti fondamentali nella costruzione di un sito web: la parte strategica, la creazione
dei contenuti, e, infine, la programmazione vera e propria.
Vediamo insieme in cosa consistono e quali figure ti dovranno seguire:
1. Stendere la strategia: responsabile marketing/account
Scegliere di mettere online un sito web, come dicevamo, è il risultato di un’analisi strategica
preliminare. Ecco alcune domande che ti dovranno fare prima di iniziare:
• Chi sono i tuoi concorrenti?
• Chi sono i tuoi clienti, quali i loro bisogni e desideri?
• Come fa il tuo prodotto o servizio a soddisfare il loro bisogno?
• Quali sono i valori aziendali su cui basi la tua attività?
2. Popolare la piattaforma: copywriter e art director
Questa sono le figure che ti guidano nell’elaborazione della tua identità visiva e nel tono di voce da
usare nei testi, e che comunicheranno la personalità della tua azienda e delle persone che ne
fanno parte. E che sceglieranno insieme a te i canali in cui diffondere il tuo messaggio.
Perché è importante metterci la faccia
3. Mettere online il sito: programmatore web/sviluppatore/developer
Chi progetta, infine, il sito web (o l'app mobile) è il professionista che si occupa di tradurre le
immagini e i testi dell’art director e del copywriter in stringhe di codice, cioè in quel linguaggio
informatico che trasforma i file in contenuti leggibili sul web.

Sei entrato in contatto con qualche figura professionale della comunicazione e non sei convinto di
quello che ti hanno proposto?
Sei alla ricerca di una guida in questo tortuoso mondo del marketing?
Contatta Imprenditori che cambiano: ti possiamo aiutare noi a imboccare la strada giusta.

Parliamo (ancora) di Customer Experience

Parliamo (ancora) di Customer Experience

La Customer Experience è un argomento che ci sta molto a cuore, tanto che ne abbiamo già scritto qui nel blog, e gli abbiamo dedicato anche una puntata del podcast di Imprenditori che cambiano.

Ma siamo convinte che sia utile approfondirlo ancora: spesso, infatti, ci troviamo di fronte a clienti che non sono del tutto convinti che la Customer Experience sia davvero utile per la loro azienda.

E allora proviamo a spiegarti di nuovo perché secondo noi lo è.

reception-2507752_1920Cos’è la Customer Experience

Quando stai per comprare un prodotto (online o in un negozio fisico), potrebbe esserti capitata una di queste cose: 

– nel sito dell’azienda non ci sono tutte le informazioni che ti servono per capire se è quello che ti serve; 

il processo di acquisto è lungo e complesso;

– sei entrato in un negozio e i commessi ti hanno trattato con freddezza;

hai chiamato il servizio clienti e ti hanno tenuto in attesa così tanto che alla fine hai desistito;

– hai mandato un’e-mail, ma nessuno ti ha risposto;

– hai ordinato un prodotto online ed è arrivato molto in ritardo rispetto al previsto, e, magari, anche in una confezione danneggiata.

Ecco, questi sono degli esempi di cattiva Customer Experience.

>Quando il tuo cliente è insoddisfatto, che fai?

La Customer Experience è quello che i tuoi clienti pensano di te quando interagiscono con la tua azienda in tutti i punti del loro viaggio d’acquisto, dal momento 0, in cui scoprono il tuo prodotto o servizio, a quando lo acquistano, fino all’assistenza post vendita. È fatta dalle emozioni, i ricordi, le soddisfazioni, le lamentele e le richieste d’aiuto che la persona ha durante tutto il percorso.

L’impressione che l’utente ha di te determinerà la decisione di acquistare o meno, e, soprattutto, di parlare ad altri della tua azienda. 

Il problema per noi non è soddisfare o meno i nostri desideri. Il problema è riuscire a sapere ciò che desideriamo.

(Slavoj Žižek)

Soprattutto da quando il digitale e gli e-commerce hanno invaso le nostre vite, alle aziende non basta più avere il prodotto migliore o il prezzo più basso, ed è sempre più difficile produrre qualcosa in esclusiva. In più, i consumatori sono ormai abituati a confrontare i prodotti in autonomia e a scegliere in base al passaparola e all’esperienza di acquisto.

money-256281_1920Come fare Customer Experience

Quando la CX è ottimale, il cliente pensa a tre cose:

ho trovato quello che cercavo;

acquistarlo è stato semplice e veloce;

è stato piacevole e mi sono sentito coccolato.

Quando studi il processo di Customer Journey, devi pensare a soddisfare tutte e tre queste esigenze in ogni punto di contatto che lui ha con la tua azienda. 
Come lo puoi fare?

  1. Conosci il tuo cliente: raccogli dati sulle sue abitudini, capisci quali sono le sue preferenze, cosa acquista e di conseguenza anticipa i suoi bisogni;
  2. fai conoscere la tua azienda. Sii trasparente, coerente, conquista la fiducia dei consumatori, avvicinati al loro mondo;
  3. fornisci soluzioni semplici e che portino il cliente a risparmiare più tempo possibile;
  4. cura il linguaggio della tua azienda in tutti i punti di contatto con i tuoi clienti.

Ecco qualche esempio di touch point tra la tua azienda e il tuo cliente in cui devi fornirgli un’ottima Customer Experience:

  • i sistemi di risposta automatica;
  • il rapporto con i commessi nel tuo negozio fisico;
  • il call center;
  • le e-mail di risposta dopo un acquisto;
  • il social media management…

Insomma, ormai ti sarà chiaro che l’esperienza del tuo cliente con la tua azienda non si esaurisce nel momento dell’acquisto, ma deve essere curata anche prima e dopo. 

Se vuoi, possiamo diventare i tuoi alleati nel realizzare la miglior Customer Experience per la tua azienda: puoi contattarci e ne parleremo insieme.

Smascheriamo i miti del marketing: l’agenzia pubblicitaria e l’agenzia di marketing

Smascheriamo i miti del marketing: l’agenzia pubblicitaria e l’agenzia di marketing

Smascheriamo i miti del marketing è la nuova rubrica di Imprenditori che cambiano con cui vogliamo fare chiarezza su termini, ruoli e professionalità della comunicazione e del marketing. 

Noi stesse, quando abbiamo fondato la nostra azienda, ci siamo trovate di fronte a una miriade di opzioni per gestire la comunicazione del nostro nuovo marchio, abbiamo fatto confusione, e abbiamo anche preso delle fregature.

Accumulata un po’ di esperienza, abbiamo capito come non cadere nei tranelli di chi si presenta in un modo e poi fa tutt’altro, e con questa rubrica ti aiutiamo a orientarti nella scelta del fornitore giusto.

Oggi partiamo con una prima distinzione importante, quella tra agenzia pubblicitaria e agenzia di marketing.

Se non lo sai spiegare a un bambino di 6 anni, vuol dire che non lo sai.
 
Albert Einstein

advertising-1867286_1920COS’È UN’AGENZIA PUBBLICITARIA

L’agenzia pubblicitaria si occupa di pubblicizzare prodotti e servizi, soprattutto attraverso le campagne cosiddette above the line, cioè sui media tradizionali (tv, radio, stampa, affissioni e cinema).

L’agenzia pubblicitaria si occupa di realizzare le campagne da un punto di vista creativo, ma anche di scegliere e pianificare i mezzi di comunicazione e di acquistare gli spazi pubblicitari.

Se l’agenzia pubblicitaria si occupa solo di pianificare la campagna sui mezzi di comunicazione, si definisce un centro media. Altrimenti, si parla di agenzia creativa.

Chi lavora in un’agenzia pubblicitaria creativa è diviso in tre reparti: account, creativo e produzione. 

L’account è la figura che si occupa dei rapporti con i clienti, si interfaccia con il reparto marketing delle aziende e coordina il lavoro del reparto creativo. Porta in agenzia il brief, cioè un documento in cui ha raccolto le esigenze del cliente sulla base del prodotto o servizio da pubblicizzare, il budget, i concorrenti, eccetera.

Nel reparto creativo lavorano fianco a fianco due figure, il Copywriter e l’Art director, che studiano insieme la proposta creativa della campagna pubblicitaria sia dal punto di vista del contenuto che della parte visiva. 

Se la proposta viene accettata, si passa alla produzione, per cui l’agenzia può anche rivolgersi a professionalità esterne (ad esempio fotografi, illustratori, video maker…).

Se il ruolo tradizionale dell’agenzia pubblicitaria era abbastanza definito, con l’avvento del digital le cose si sono un po’ complicate: i ruoli classici dell’agenzia sono spesso confluiti nelle web agency, e sono stati affiancati da altre figure professionali. 

La coppia creativa che prende in mano il brief dell’account e fa le proposte per i progetti dovrà destreggiarsi tra siti web, landing page, e-mail marketing, social media… e nel reparto produzione compaiono web designer, web master, social media manager, blogger, web editor. 

Posto cosa fa un’agenzia pubblicitaria, che differenza c’è, invece, tra un’agenzia di comunicazione e una di marketing? 

african-american-3756158_1920LE DIFFERENZE TRA AGENZIA DI MARKETING E DI COMUNICAZIONE 

L’agenzia di marketing si occupa di marketing strategico e operativo. Ti rivolgi a un’agenzia di marketing quando devi avviare da zero un’attività, oppure l’hai già avviata e ti rendi conto che il tuo business non funziona come dovrebbe e devi, quindi, posizionare o riposizionare il tuo brand.

La strategia di marketing arriva prima di tutto il resto, quando devi definire i tuoi prodotti e servizi,  posizionare la tua azienda sul mercato, capire chi sono i tuoi concorrenti, i tuoi punti di forza e debolezza e su quali aspetti devi puntare nel rapporto con i consumatori.

L’agenzia di comunicazione ti serve quando hai già definito il prodotto e servizio e lo devi, appunto, comunicare. Ti serve per creare un’identità ben definita e riconoscibile del tuo brand, capire come comunicarlo, su che mezzi e con che calendario.

Sì, l’agenzia di comunicazione e quella pubblicitaria hanno ruoli e obiettivi che si sovrappongono, e si occupano spesso anche di azioni online, eventi, fiere, comunicazione social.

Per mandare avanti un progetto creativo e la sua comunicazione, poi, potrebbe servire anche un responsabile delle PR o delle Digital PR. E di questo abbiamo già parlato in un altro articolo:

>Le nuove relazioni pubbliche e le digital PR

Ti abbiamo aiutato con questo primo mito smascherato? Preparati: è solo l’inizio!

Nei prossimi mesi ci occuperemo dei termini più blasonati che servono solo a confondere le idee e in realtà non significano nulla, e delle figure professionali di cui potresti avere bisogno e non lo sai: vogliamo darti tutti gli strumenti che ti servono per non farti fregare dai troppi venditori di fumo che esistono in questo settore.

E poi, noi siamo prima di tutto un’agenzia di marketing, specializzati in funnel marketing e questo è un altro termine su cui c’è spesso molta confusione. Vuoi un chiarimento anche su questo?

>Ascolta il podcast di Imprenditori che cambiano