Come fare pianificazione strategica per il prossimo anno

Come fare pianificazione strategica per il prossimo anno

L’anno sta per finire e di sicuro anche tu hai dei buoni propositi per il prossimo, che siano per te e la tua vita privata, ma soprattutto per la tua azienda. La pianificazione dell’anno successivo è uno dei momenti più importanti e allo stesso tempo complessi da affrontare per un imprenditore o un libero professionista.

Se hai una piccola attività, forse ti capita di saltare questo passaggio di pianificazione strategica. Spesso, infatti, chi ha delle piccole aziende trascura l’importanza di una pianificazione a lungo temine, e spesso si affida al caso e alla fortuna, inseguendo solo le urgenze dell’ultimo minuto e sprecando così energie, investimenti e tempo.

Oggi ti vogliamo raccontare come, anche se hai un piccolo business, devi imparare a pianificare le tue attività di anno in anno.

Ricordo di aver detto al mio mentore, “Se avessi più soldi, avrei un progetto migliore”.
Egli mi rispose rapidamente, “Direi piuttosto che se tu avessi un progetto migliore, avresti più soldi”.
Vedi, non è l’importo che conta; è il progetto che conta.
(Jim Rohn)

Come fare pianificazione strategica

Perché fare una pianificazione strategica

All’inizio dell’anno la tua azienda si trova ai blocchi di partenza, e tu sai che vuoi farla arrivare al traguardo con un buon risultato.
La pianificazione strategica serve a farti fare questo percorso nel modo più efficace ed efficiente possibile.

Ti facciamo un paio di esempi per farti capire meglio di cosa stiamo parlando: poniamo il caso che tu abbia un hotel. Quest’anno hai avuto cento ospiti e vuoi arrivare alla fine del 2020 con 200 prenotazioni. Quali sono le azioni che devi intraprendere per raddoppiare il numero di persone che soggiorneranno da te?

Oppure hai un bed&breakfast e hai investito nella sua ristrutturazione, aprendo anche una zona spa. Come fare per comunicare questa novità e trovare il giusto target che è interessato anche a questo servizio?

Fare un piano strategico aziendale ti aiuta a:
stabilire le priorità su cui ti dovrai concentrare il prossimo anno;
– focalizzare le risorse e le energie;
– assicurarti che i tuoi dipendenti e collaboratori lavorino insieme per raggiungere gli obiettivi aziendali.

In poche parole, a darti una direzione precisa.

Ma come si imposta un piano strategico? Te lo spieghiamo qui sotto.

perché fare pianificazione strategica

Come impostare un piano d’azione per l’anno prossimo

Per impostare correttamente la tua strategia, devi avere chiari gli obiettivi che ti prefiggi per l’anno prossimo. Sono sia obiettivi a lungo termine, ma anche obiettivi di medio termine. In parallelo ai tuoi obiettivi aziendali, devi pensare anche ai tuoi obiettivi di marketing.

Come si imposta un piano marketing

Gli obiettivi che fisserai devono seguire l’acronimo SMART (sintetici, misurabili, attuali, realizzabili, temporali), che significa che ogni obiettivo deve essere preciso, con un tempo definito, realizzabile ed attuabile con le risorse che hai a disposizione. Sulla base di questo, allocherai tempo e risorse per il loro raggiungimento.

Un’altra cosa importante è che questi obiettivi devono essere chiari a tutti quelli che lavorano con te, per raggiungerli in sinergia con tutti i reparti dell’azienda: l’allineamento di dipendenti e collaboratori ti permette di massimizzare le risorse ed evitare sprechi e perdite di tempo.

Altrettanto importante è, nell’analisi preliminare, conoscere i propri competitor e com’è il mercato di riferimento, e come il mercato e i suoi movimenti potrebbero influenzare la tua attività nei mesi a venire.

Ma la pianificazione strategica non è fatta solo di analisi preliminare, bensì di diverse fasi che arrivano fino all’analisi dei risultati. Te le elenchiamo qui.

Le fasi della pianificazione strategica

Le fasi della pianificazione strategica

  1. Fase di analisi
    Questa è la fase in cui prendi atto della tua condizione di partenza, e di quali sono i fattori interni ed esterni alla tua azienda che influenzano lo stato attuale delle cose.
    Devi mettere nero su bianco qual è la proposta di valore del tuo brand rispetto alla concorrenza, ma anche qual è il tuo target e il suo comportamento d’acquisto (quali sono i punti di contatto tra te e i tuoi clienti? Dove ti trovano? Dove acquistano il tuo prodotto?).

Ti puoi servire di diversi strumenti di analisi della tua realtà aziendale, come ad esempio l’analisi SWOT, in cui valuti i punti di forza (Strengths), le debolezze (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) della tua impresa .

  1. Fase strategica
    Questa è la fase in cui stendi le linee guida della tua strategia sulla base dell’analisi preliminare che hai fatto della tua realtà. È qui che inizi a parlare dei valori che persegui, che sono alla base della tua filosofia aziendale e che dovrebbero guidare tutte le tue azioni. A questo punto identifica anche quali sono le priorità strategiche.
    È in questa fase che devi definire i tuoi obiettivi di lungo termine e le metriche che userai per valutare l’efficacia delle tue azioni.
  2. Fase operativa
    In questa fase della pianificazione devi prendere il documento di strategia e capire come attuarlo in concreto. Alcune domande che ti devi fare nella fase operativa:
    – Quante risorse di tempo e budget puoi allocare per raggiungere i tuoi obiettivi?
    – Chi saranno le persone coinvolte?
    – Come puoi rendere misurabile un obiettivo?
  3. Fase di valutazione
    Questa è una fase delicata ma spesso trascurata, ed è quella del monitoraggio dei risultati. È importante perché ti permette di valutare se gli obiettivi che ti eri dato erano corretti e attuabili con le risorse che avevi a disposizione, se hai raggiunto quello che ti aspettavi oppure devi ritarare le azioni per l’anno successivo, se c’è qualcosa da migliorare o da eliminare.

Hai bisogno di un consulente che ti aiuti a programmare le azioni strategiche per il prossimo anno?
Scrivi a Imprenditori che cambiano, e capiremo insieme come pianificare il tuo 2020.

TIPS Social: Ha ancora senso usare i social network?

TIPS Social: Ha ancora senso usare i social network?

Quando i social network sono diventati fondamentali nella vita di persone e aziende, chi si occupa di strategie di marketing ha pensato di aver trovato il Sacro Graal: piattaforme gratuite in cui potevano raggiungere con poco sforzo il target giusto.

Questa situazione è piano piano cambiata, e ora anche i social network sono diventati delle vere e proprie piattaforme di advertising, in cui è necessario investire per avere dei risultati.
La portata organica dei post ha subito un drastico calo, i cambi di algoritmo confondono anche i più preparati, la paura che le persone migrino da una piattaforma all’altra serpeggia negli uffici di comunicazione.

Ma quindi, ha ancora senso per un’azienda usare i social network?

La risposta breve è sì, i social network sono ancora uno strumento utile per il tuo marketing.
Ma se vuoi la risposta lunga, leggi qui sotto i nostri suggerimenti.

Le formiche hanno detto: mettiamoci insieme e riusciremo a trasportare un elefante.
(Proverbio africano)

Social network

I social network sono un mezzo, non un fine

La prima cosa che devi ricordarti è che i social network sono degli strumenti per raggiungere i tuoi obiettivi.
Se sono usati bene, funzionano, ad esempio se sei professionista o hai un brand che si deve far conoscere. È dentro a queste piattaforme che puoi costruire la tua notorietà e credibilità, e invitare gli utenti, una volta fidelizzati, ad accedere ai canali proprietari, come la newsletter o il sito web. Il punto, quindi, non è se usarli, ma come.

Smascheriamo i miti del marketing: prima la strategia, poi gli strumenti

Gli strumenti che hai a disposizione online sono moltissimi (newsletter, blog, podcast, Facebook, Instagram, Youtube, LinkedIn), è una costellazione in cui tutti i puntini devono essere uniti per creare un’unica immagine coerente della tua azienda.

Ma questa immagine non deve restare zoppa se un punto viene a mancare. Devi infatti strutturare la tua strategia considerando che questi strumenti, un giorno, potranno sparire, ma tu dovrai essere attrezzato per raggiungere lo stesso i tuoi obiettivi. Devi essere sicuro della forza del tuo brand, che resterà in piedi anche se un giorno decidessi di chiudere la pagina Facebook della tua azienda, o se dovessi migrare in una piattaforma nuova.
Senza dimenticare gli strumenti offline, che devono essere pensati per lavorare in sinergia con gli altri per costruire una strategia di marketing completa.

Il nostro consiglio, quindi, non è di abbandonare i social network, ma di non affidarsi del tutto a una pagina Facebook o a un profilo Instagram per la tua comunicazione, e di integrarli in una strategia più ampia, in cui prima di tutto devi prenderti cura dei tuoi canali proprietari.

Un sito web che funziona, un database di utenti profilati, un servizio di customer care efficiente, una piattaforma per l’e-mail marketing sono alcuni degli strumenti che non devono mai mancare nella tua strategia di comunicazione web, e che sono la spina dorsale che ti sorreggerà.

Social network

Quale social network?

Ora che abbiamo capito che sì, ha ancora senso usare i social network, è il momento di capire quali.
L’analisi del tuo target è fondamentale per capire se ha ancora senso per la tua azienda restare sui social network.
Dove sono i tuoi clienti? A cosa sono interessati? Puoi instaurare lì un dialogo profittevole con loro? Puoi offrire un servizio in più tramite questo canale?

Il 2018 è stato l’annus horribilis di Facebook: lo scandalo Cambridge Analytica e il calo sensibile degli iscritti lo ha fatto vacillare. Nonostante questo, è ancora il social network in cui sono iscritti più utenti e offre ancora delle possibilità per le aziende.
Uno strumento molto utile è quello dei Gruppi, che si ricollegano a una Pagina e dove gli utenti possono conversare (e le aziende condividere i loro contenuti) senza problemi di reach organica (l’algoritmo, nei Gruppi, non funziona).
È una sorta di forum 2.0, quindi per usarlo bene devi avere in mente un argomento specifico e interessante di cui i tuoi utenti possono aver voglia di chiacchierare (per poi, di conseguenza, avere voglia di iscriversi alla tua newsletter, o comprare dal tuo e-commerce…).

Per Instagram, invece, è un momento d’oro. In molti si sono spostati da Facebook a qui, e ora è più facile entrare in contatto con persone potenzialmente interessate a te. Ma ricordati: qui ormai è finita l’epoca del patinato, di Photoshop, del fasullo: gli utenti sono sempre più alla ricerca dell’autenticità.

LinkedIn è il social network per i professionisti, e ha senso usarlo se la tua azienda si rivolge al settore B2B, se sei un freelance e devi farti conoscere, se vendi ad altre aziende, se vendi servizi.
Qui puoi scrivere articoli come se avessi un blog, condividere post e creare e partecipare a Gruppi (per cui devi seguire la stessa logica che ti abbiamo suggerito per quelli di Facebook), oppure condividere presentazioni attraverso la piattaforma Slideshare.

Dopo questa breve carrellata sui social network e sul loro utilizzo, ti diamo l’ultimo consiglio: prima di aprire un canale, devi essere certo di avere il tempo di seguirlo e di popolarlo. Non fare promesse al tuo pubblico che non puoi mantenere, altrimenti rischi di sprecare risorse e tempo e di non raggiungere i tuoi obiettivi.

Vuoi studiare una strategia social e non sai da dove partire? Scrivici, e ti aiuteremo a iniziare questo percorso.

TIPS content: Il calendario editoriale

TIPS content: Il calendario editoriale

Come sai, uno dei nostri cavalli di battaglia è quello di trasformare la teoria in pratica.
La nostra community è composta di persone che sono stufe dei discorsi dei guru che non hanno riscontri effettivi nella realtà, e sono assetate di concretezza.

Sulla scia di questa esigenza, ti vogliamo dare qualche idea pratica, veloce e immediatamente utilizzabile nella tua strategia aziendale e di marketing, in questa rubrica mensile del nostro blog, in cui troverai TIPS Content, Leadership e Social.
Sono suggerimenti che abbiamo sperimentato in prima persona e che hanno aiutato anche noi nella gestione della nostra azienda.

Sei pronto? Oggi partiamo con un TIP Content, che riguarda uno strumento che non deve mancare mai sulla tua scrivania, virtuale o fisica: il calendario editoriale.

Un sogno è solo un sogno. Un obiettivo è un sogno con un progetto e una scadenza.
(Harvey B. Mackay)

Il calendario editoriale: cos’è

calendario editoriale

Il calendario editoriale è uno strumento particolarmente utile quando devi organizzare la tua strategia di Content marketing online, nello specifico il blog del tuo sito web, le tue pagine social, e anche le tue newsletter.

È un documento in cui puoi incrociare le attività che farai durante l’anno (lanci, iniziative, eventi, corsi, eccetera), con le novità del tuo settore e gli argomenti più cercati dal tuo pubblico, che dovranno essere allineati ai tuoi obiettivi aziendali e di marketing.
Per compilarlo, puoi usare un foglio di lavoro di Excel, un’app per lo smartphone, o, se vuoi mantenere tutti i dati in cloud e vederli da qualsiasi dispositivo (e hai bisogno di condividerlo con altri collaboratori), puoi usare strumenti come Google Calendar, Google Drive o Trello.

Ah, mi raccomando, non confonderlo con il piano marketing, di cui ti avevamo già parlato. Se non ti ricordi la differenza, te la spieghiamo qui:

>Il piano marketing, cos’è e perché è utile per la tua azienda

Come si struttura un calendario editoriale?

Nella prima colonna della tabella inserisci le date, e in quelle successive le piattaforme su cui dovrai pubblicare (social, blog, newsletter, eccetera). Puoi anche aggiungere delle ulteriori colonne in cui scrivi i copy dei post, aggiungi link o altre fonti utili ad approfondire i tuoi contenuti.

È davvero un’operazione molto semplice. Guarda questo esempio:

martina de nardi calendario editoriale

Dal sito di Martina De Nardi

 

Fai ricerca

Per stendere un calendario editoriale, devi capire cosa metterci dentro. Come prima cosa, inserisci tutte le attività che riguardano la tua azienda e che sai già che accadranno nel corso dell’anno (fiere, eventi, lanci di prodotti nuovi, sconti….).

Poi, inizia a studiare come puoi essere utile per il tuo pubblico con il resto dei contenuti.
Prendi prima di tutto confidenza con Google Analytics. Grazie a questo strumento vedrai quante persone visitano il tuo sito, quante ritornano, con quali parole chiave ti trovano e quali sono i post più letti. Questi ultimi due dati sono molto utili per capire i bisogni dei tuoi lettori e quali argomenti puoi approfondire di più con i tuoi contenuti.

In parallelo all’analisi degli accessi al sito, ti è utile capire quali sono gli argomenti relativi al tuo settore più cercati in generale. Uno degli strumenti che puoi usare è Google Trends.
Fare quest’analisi ti aiuta anche a capire se ci sono dei periodi dell’anno in cui aumentano (o si modificano) le ricerche. Ad esempio, se hai un bed and breakfast in montagna, probabilmente i picchi delle ricerche relativi al tuo settore saranno in estate e prima delle ferie natalizie.

Ascolta la tua community

Per compilare il tuo piano editoriale, puoi fare ricerca in altri due modi.
Il primo è quello che ricavi da chi già lavora con te, il secondo da chi, invece, vorresti lavorasse con te.
Annotati le considerazioni dei tuoi clienti negli incontri dal vivo, o nelle interazioni sui social network, o via e-mail, e cerca di capire quali potrebbero essere i dubbi a cui potresti rispondere anche attraverso i contenuti del blog, delle tue pagine social, della tua newsletter.

Poi passa a cercare le community online del tuo pubblico in target, cioè quelli che vorresti raggiungere con i tuoi prodotti o servizi: dove discutono? E di cosa parlano? Chiacchierano nei gruppi Facebook? Seguono qualche influencer di settore su Instagram? Discutono su LinkedIn?
Anche qui potresti trovare numerosi spunti per il tuo piano editoriale.

Quanti calendari editoriali devi fare?

calendario mensile

 

Se vuoi fare le cose per bene, devi usare almeno due calendari editoriali: il primo, per la pianificazione annuale, il secondo, per un check mensile. Vediamo insieme le differenze.

Il calendario annuale

Il calendario annuale è il documento generale di cui abbiamo parlato finora: il canovaccio in cui eventi, lanci di prodotti nuovi, sconti e altre attività del tuo piano marketing sono incrociate con tutto quello che riguarda il tuo settore.

Il piano mensile

Il calendario annuale non è un documento che devi lasciare a prendere polvere in un cassetto: devi aggiornarlo di mese in mese per rimanere sempre legato all’attualità.
Trasforma gli spunti che hai scelto all’inizio dell’anno nei titoli dei tuoi post, o in argomenti per le newsletter, e seleziona gli argomenti da trattare subito e quelli da rimandare ad altri periodi dell’anno. Di mese in mese potrai aggiornali con novità che non avevi previsto, eventi a cui non sapevi che avresti partecipato, e tutte quelle idee e progetti nuovi che ti arrivano nel corso dell’anno.

E adesso sei pronto, puoi partire con le pubblicazioni 😉

Ma se ti restano dei dubbi sul piano editoriale e sulla tua strategia di Content marketing, puoi contattare noi di Imprenditori che cambiano: ti aiuteremo a pianificare al meglio i tuoi contenuti.

Smascheriamo i miti del marketing: chi è il copywriter

Smascheriamo i miti del marketing: chi è il copywriter

Smascheriamo i miti del marketing è la rubrica di Imprenditori che cambiano con cui vogliamo fare chiarezza su termini, ruoli e professionalità della comunicazione e del marketing.
Noi stesse, quando abbiamo fondato la nostra azienda, ci siamo trovate di fronte a una miriade di opzioni per gestire la comunicazione del nostro nuovo marchio, abbiamo fatto confusione, e
abbiamo anche preso delle fregature.

Accumulata un po’ di esperienza, abbiamo capito come non cadere nei tranelli di chi si presenta in un modo e poi fa tutt’altro, e con questa rubrica vogliamo aiutarti a orientarti nella scelta dei collaboratori.
Nell’ultimo articolo ti abbiamo spiegato quant’è importante farsi seguire dalle persone giuste quando devi costruire o rinnovare il sito internet della tua azienda.

Tra queste figure, un professionista che ha un importante ruolo strategico è il copywriter, per molti ancora uno sconosciuto, spesso sottovalutato.

Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.
(Ennio Flaiano)

Chi è il copywriter

copywriter

 

 

Il copywriter è quella figura che, sia nelle agenzie che come freelance, si occupa di buona scrittura.
Però questo non deve trarti in inganno: se, infatti, un copywriter deve saper scrivere bene, non tutti quelli che sanno scrivere bene possono definirsi copywriter 😉
E qui cerchiamo di spiegarti perché il nipote che ha studiato Letteratura non è la persona più adatta a occuparsi dei testi del tuo sito (o della tua brochure, o della tua campagna pubblicitaria).

Il copywriter scrive testi che convertono, ovvero che rispondono a un obiettivo aziendale e di marketing.
Quindi, sì, il primo gradino è saper scrivere perfettamente in italiano, ma lo step successivo è saper usare le tecniche di scrittura efficace per raccontare il brand e comunicare il messaggio giusto alle persone giuste.

Il copywriter deve conoscere la scrittura persuasiva, che serve ad attirare il target di riferimento dell’azienda, a comunicare il valore del prodotto o servizio di cui sta parlando e a convincere a compiere un’azione.
L’obiettivo può essere di tipo economico (convincere all’acquisto), ma non solo. Può essere anche l’iscrizione a una newsletter, la partecipazione a un evento, un “mi piace” sui social network. E i testi di un bravo copy devono convertire, cioè fare in modo che più persone possibile compiano quella determinata azione.

 

Differenze tra copywriter

online copywriter

 

Il copywriter classico, quello d’agenzia, è colui che si occupa delle campagne pubblicitarie in coppia con un Art Director.
Ti avevamo già parlato di lui nel primo articolo sui miti del marketing, dove ti abbiamo spiegato la differenza tra agenzia pubblicitaria e di marketing.

Da quando per le aziende è diventato sempre più importante comunicare sul web, il copywriter ha assunto altre sfaccettature, e non si occupa più soltanto di advertising classico.

Una distinzione importante da fare, allora, è tra il copywriter pubblicitario e l’online copywriter.
Se il copy classico si occupa di sviluppare idee creative, scrivere spot radiofonici, scrivere naming di prodotto, l’online copywriter, invece, struttura newsletter, scrive post per i blog, mette in piedi piani editoriali per i social network e redige testi per i siti web. Se si è specializzato in un aspetto specifico del copywriting online, può assumere la veste di blogger, social media manager, web writer

 

Il potere delle emozioni

storytelling

 

Ma c’è qualcosa in più: oltre a conoscere le tecniche di scrittura persuasiva e del buon italiano, il copywriter deve saper raccontare emozioni.
Pensaci: quante volte hai scelto il prodotto di un’azienda invece che quello della concorrenza “solo” perché ti sentivi più vicino al suo mondo, alle suggestioni che ti comunicavano i suoi testi, al tono di voce, alle parole che usava?
In un mercato in cui i prodotti si assomigliano sempre di più, la differenza la fa il modo in cui il brand si racconta.
E qui entra in gioco il bravo copywriter: una storia emozionante, che umanizza l’azienda o il brand, avvicina i suoi consumatori e utenti, perché li fa sentire parte di un mondo di valori condivisi.

Se pensi che i testi della tua azienda abbiano bisogno di una revisione, e se dopo aver letto questo articolo hai capito di aver bisogno di un copywriter, puoi contattare noi di Imprenditori che cambiano. Abbiamo una rete di professionisti che può seguirti in ogni progetto.

>Scrivici

Il tuo sito deve parlare di te

Il tuo sito deve parlare di te

Nelle nostre consulenze ci è capitato spesso di visionare siti web che non rispecchiavano per nulla l’azienda del nostro cliente. In alcuni casi, era come vedere l’ombra di un passato che non esiste più; in altri, sembravano proprio due realtà diverse.

Il tuo sito deve essere coerente con il tuo messaggio, la tua offerta e il tuo posizionamento. Altrimenti, non serve a nulla essere online, né tantomeno investire in advertising per portare contatti alla tua piattaforma.

Si deve essere qualcosa, per essere capaci di fare qualcosa.
Johann Wolfgang von Goethe

Un problema comune a numerose aziende è che la loro vetrina web non è aggiornata, magari anche da anni.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando fai questo test: dai un occhio agli Analytics del tuo sito e alle pagine più cliccate.
Se gli utenti atterrano su vecchi articoli del blog che parlano di un servizio che non eroghi da tanto tempo, o sulla scheda di un prodotto che non vendi più, potrebbero essere confuse, di certo deluse, e non vorranno acquistare i tuoi prodotti o servizi.

Ti rispecchi in queste descrizioni? Allora oggi ti aiutiamo a ragionare su come fare in modo che il tuo sito parli davvero di te.

Prenditi cura dei tuoi contenuti

I contenuti del tuo sito sono la cosa più importante che hai. Parlano di te e avvicinano (o, nel peggiore dei casi, allontanano) le persone che hanno bisogno del tuo prodotto o servizio.
Per questo, devi averne cura, e se ti rendi conto che non ti rispecchiano più, è il momento di prenderli in mano e selezionare cosa tenere e cosa buttare.

Il momento può arrivare quando devi affrontare un rebranding totale del tuo marchio, e quindi rifare tutta la tua identità, oppure devi solo revisionare i singoli contenuti.

Cos’è e come si costruisce una Brand identity

È il momento di metterti di fronte al tuo sito e, pagina per pagina, comportarti come al cambio dell’armadio: questo lo tengo così com’è, questo lo butto, questo magari lo porto dal sarto e lo faccio sistemare.

Due delle sezioni più importanti di un sito e, spesso, quelle più trascurate, sono l’About page e le Sales page. Cioè, la pagina “chi siamo” e quelle in cui presenti i tuoi prodotti. Vediamo insieme come migliorarle.

L’About page

Questa è quasi sempre la pagina più cliccata dopo l’homepage, e la prima a cui mettere mano quando fai la revisione dei contenuti.

L’About page serve a vendere te stesso, a far capire al tuo potenziale cliente che sei il professionista giusto per lui, a differenziarti dai tuoi concorrenti. E chi arriva nel tuo sito deve capire subito che si può fidare di te e acquistare i tuoi prodotti.

Partiamo da cosa non deve essere l’About page:
– il copia-incolla del tuo curriculum;
– una pagina piena di termini vuoti come “leader di settore”, talmente abusato che ormai ha perso di ogni significato. Se siamo tutti leader di settore, forse non lo è più nessuno?;
– un racconto della tua vita personale: prima devi dare le informazioni professionali, che sono la cosa che interessa ai tuoi clienti, e solo poi puoi aggiungere dei dettagli della tua vita privata, ma solo se sono coerenti con i tuoi obiettivi e il tuo target. Ad esempio, se sei una cake designer e nel tempo libero dipingi acquerelli, il tuo pubblico saprà che hai un’ottima mano e che le decorazioni delle tue torte saranno davvero belle.

Chi sei, cosa fai, per chi lo fai e quali sono i tuoi punti di forza: ecco le informazioni fondamentali che devi inserire nella tua About page.

Le sales page

 

Immaginiamo che tu abbia il prodotto più innovativo del mondo, ma non riesci a parlarne nel modo giusto, o alle persone giuste. Oppure, addirittura, non ne parli, perché nel tuo sito non hai previsto una sezione dedicata.

Come vendere il tuo prodotto a più persone

Cosa ci dev’essere, allora, in una sales page che ti aiuti a vendere?
Ecco, in sintesi, cosa non può mancare:

1. La descrizione dei bisogni del target a cui il tuo prodotto risponde;
2. La descrizione accurata del tuo prodotto;
3. I vantaggi del tuo prodotto, quella che in gergo si chiama la value proposition. Come fa il tuo prodotto o servizio a soddisfare il desiderio del tuo cliente, a colmare una lacuna, a risolvere un problema? Qual è quella caratteristica che i prodotti della concorrenza non hanno e per cui i clienti devono scegliere il tuo? Questa è la cosa più importante, quella intorno alla quale dovrà ruotare tutta la sales page;
4. Altre informazioni accessorie: c’è la possibilità di avere la spedizione gratuita? Con quali corrieri lavori? Il servizio è disponibile sempre o solo in alcuni momenti dell’anno? Altri clienti hanno già lasciato delle recensioni?

Chiara, breve e allineata al tuo tono di voce: ecco come dev’essere la sales page.
Non esagerare con termini difficili, non scriverla come se parlassi agli addetti ai lavori, ma pensa a chi atterra nel tuo sito e non sa nulla del tuo prodotto o servizio, non ti conosce, forse non sa nemmeno di avere quel bisogno specifico. Insomma, parla al più asino della classe 😉

Vuoi stendere una strategia per il tuo sito web affinché parli davvero di te e della tua azienda?
Contattaci, e ne parleremo insieme.

Smascheriamo i miti del marketing: prima la strategia, poi gli strumenti

Smascheriamo i miti del marketing: prima la strategia, poi gli strumenti

Smascheriamo i miti del marketing è la rubrica di Imprenditori che cambiano con cui vogliamo
fare chiarezza su termini, ruoli e professionalità della comunicazione e del marketing.
Noi stesse, quando abbiamo fondato la nostra azienda, ci siamo trovate di fronte a una miriade di
opzioni per gestire la comunicazione del nostro nuovo marchio, abbiamo fatto confusione, e
abbiamo anche preso delle fregature.

Accumulata un po’ di esperienza, abbiamo capito come non cadere nei tranelli di chi si presenta in
un modo e poi fa tutt’altro, e con questa rubrica vogliamo aiutare anche te a orientarti nella scelta
dei collaboratori.

Nel primo articolo ti abbiamo chiarito la differenza tra agenzia pubblicitaria e agenzia di
marketing . Oggi ti spieghiamo quant’è importante farsi seguire dalle persone giuste quando decidi
di costruire o rinnovare un sito internet.

Perché non puoi fare da solo il tuo sito web

In qualche momento della tua pianificazione strategica potrebbe averti tentato l’idea di creare il tuo
sito web da solo, in modo amatoriale. Ci sono decine di servizi online che ti propongono soluzioni
facili e all’apparenza efficaci, ma noi te lo sconsigliamo, soprattutto perché solo grazie a dei
professionisti il tuo sito web raggiunge degli importanti obiettivi di marketing:
– Rispecchia la tua azienda nel tono di voce e nell’identità visiva, si distingue dai concorrenti e
attira i clienti giusti;
– È indicizzato correttamente nei motori di ricerca per le parole chiave del tuo settore;
– È sviluppato in formato mobile-friendly (la maggior parte degli utenti ormai naviga da
smartphone);
– È strutturato attraverso dei percorsi di navigazione semplici, che aiutano l’utente a muoversi
velocemente nelle varie sezioni;
– Migliora la Customer experience .

Come scegliere il professionista giusto per il tuo sito web

Allora, ci chiederai: come faccio a scegliere il partner giusto che mi aiuti nella costruzione del mio
sito web?
Purtroppo ci sono ancora delle agenzie che propongono subito ai loro clienti un elenco infinito
di strumenti, senza studiare una strategia di marketing e di contenuti, o definire il target e il
messaggio, prima di scegliere i contenitori su cui veicolarlo.
Il consiglio fondamentale che vogliamo darti è: non ti fidare di chi, senza averti fatto prima delle
domande sulla tua azienda, i tuoi concorrenti e i tuoi clienti, ti elenca un numero infinito di
strumenti da acquistare.
Ricordati: gli strumenti sono solo l’ultimo passaggio. Prima scegli il cosa, poi il come.

Tu sei quello che fai, non quello che dici di fare. (Carl Gustav Jung)

Prima la strategia, poi gli strumenti

Ci sono tre momenti fondamentali nella costruzione di un sito web: la parte strategica, la creazione
dei contenuti, e, infine, la programmazione vera e propria.
Vediamo insieme in cosa consistono e quali figure ti dovranno seguire:
1. Stendere la strategia: responsabile marketing/account
Scegliere di mettere online un sito web, come dicevamo, è il risultato di un’analisi strategica
preliminare. Ecco alcune domande che ti dovranno fare prima di iniziare:
• Chi sono i tuoi concorrenti?
• Chi sono i tuoi clienti, quali i loro bisogni e desideri?
• Come fa il tuo prodotto o servizio a soddisfare il loro bisogno?
• Quali sono i valori aziendali su cui basi la tua attività?
2. Popolare la piattaforma: copywriter e art director
Questa sono le figure che ti guidano nell’elaborazione della tua identità visiva e nel tono di voce da
usare nei testi, e che comunicheranno la personalità della tua azienda e delle persone che ne
fanno parte. E che sceglieranno insieme a te i canali in cui diffondere il tuo messaggio.
Perché è importante metterci la faccia
3. Mettere online il sito: programmatore web/sviluppatore/developer
Chi progetta, infine, il sito web (o l'app mobile) è il professionista che si occupa di tradurre le
immagini e i testi dell’art director e del copywriter in stringhe di codice, cioè in quel linguaggio
informatico che trasforma i file in contenuti leggibili sul web.

Sei entrato in contatto con qualche figura professionale della comunicazione e non sei convinto di
quello che ti hanno proposto?
Sei alla ricerca di una guida in questo tortuoso mondo del marketing?
Contatta Imprenditori che cambiano: ti possiamo aiutare noi a imboccare la strada giusta.